PORPORA MARCASCIANO

Being transsexual is a meaningful human experience - and like all human experience it changes and is transformed in accordance with specific times, places and cultures. In Italy as in some other Mediterranean countries this experience has found an acknowledged and identifiable place within a popular culture which has ensured the existence and survival of such communities with their own traditions, rules and rituals. This is especially the case in seafaring cities and ports such as Naples, Genoa and Palermo. For these communities, as for many transsexuals themselves, prostitution has offered and continues to offer the only means of survival. And the reality of prostitution is that it is very often connected to conditions of marginalisation which make many of their lives even more difficult and problematic. The trans community is to be found in the culture of streets away from the main roads, or, as in Genova, the Caruggio, narrow lanes where no cars can pass through, and here they find a way in which they can survive. We can’t know exactly when these communities came into being, but they have certainly been there for a long time, many of then since long before the contemporary phenomenon of the transsexual. In these places people have, over time, created a network of human relationships, settling into a system of rules and traditions often at the margins of legality, so characteristic of this experience. These are people who survive the process of cultural globalisation which is enveloping the whole world, jealously conserving their own folklore made up of sounds, colours, movement, rituals, festivals and more besides. Diverse micro communities, especially in Naples, have their own language or slang, with words and gestures incomprehensible to anyone not part of their group. Rituals such as the ‘figliata’, a ‘birthing’, a simulation of childbirth which lasts for several hours, or tombola, a game played only between women and trans, have their own specific and fascinating features which are now under the microscope of anthropologists flooding into Naples from all over the world in order to describe and understand their meaning. The figure of the trans (half man and half woman) in ancient traditions is a benefit and brings good fortune, and indeed new born babies are put into their arms in sign of a blessing. In the film La bocca del lupo these characteristics emerge in subtle form. Through its characters, the narrative and poetics of the film recall an ancient and invaluable history which is today disappearing under the hammer blows of globalisation. And we should not forget that today, Italy has first place in the desolate league table of violence and murder of transsexuals, most of which takes place in the world of prostitution.

 

 

 

 

 

TRANSLATED BY PROFESSOR SHARON WOOD 

Il transessualismo è un’esperienza umana significativa e come tutte le esperienze cambia, si trasforma o si adegua a tempi, luoghi e culture particolari.  In Italia e in alcuni paesi mediterranei essa ha trovato una collocazione riconosciuta e riconoscibile all’interno della cultura popolare che ne ha garantito, specie in grandi città marittime e portuali come Napoli, Genova, Palermo l’esistenza e la sopravvivenza di caratteristiche comunità con tradizioni, regole e  rituali propri. Per queste comunità, come anche per molte transessuali la prostituzione ha rappresentato e rappresenta ancora oggi l’unico mezzo di sopravvivenza. Il suo esercizio è spesso associato a condizioni di emarginazione che rendono ancora più problematica la vita di gran parte di loro. E’ nella cultura  del vicolo del quartiere o, come a Genova, del Carrugio (vicoli strettissimi dove non passano le automibili)  che la comunità trans si colloca trovando in quella situazione le proprie condizioni di sopravvivenza. Non sappiamo datare con precisione la nascita di queste comunità ma sicuramente sono molto antiche, molto antecedenti la nascita del contemporaneo fenomeno transessuale. Nel tempo, in quei luoghi, le persone trans hanno creato una rete di rapporti umani, si sono incasellate in quel sistema di regole e tradizioni, molto spesso ai confini della illegalità che ne caratterizza l’esperienza. Personaggi che sopravvivono al processo di globalizzazione culturale che interessa tutto il pianeta, conservando gelosamente un tratto folkloristico e polare fatto di colori, suoni, movimenti, rituali, feste e altro ancora. Diverse micro comunità specialmente quella napoletana, hanno anche un loro linguaggio o slang con parole e gesti incomprensibili a chi non fa parte del gruppo. Rituali come quello della  “figliata” una simulazione del parto che dura diverse ore, o della tombola che è un gioco esercitato solo tra donne e trans hanno un loro tratto unico e interessante che oggi sono sotto la lente di antropologi che confluiscono a napoli da tutto il mondo per descrivere e comprenderne il significato. La narrazione  e la poetica del film, attraverso i due personaggi, rimandano a una storia antichissima e molto preziosa che oggi stà lentamente scomparendo sotto i colpi della globalizzazione. Ricordiamo per correttezza che, oggi l’Italia è al primo posto della triste classifica delle violenze e degli omicidi di transessuali che si consumano principalmente nel mondo della prostituzione.